Se litighi, alzi la voce o provi rabbia, getta via l’acqua che sta sulla tavola. Se ridi, scherzi e senti amore, bevi tutta l’acqua che c’è sulla tua tavola, perché è preziosa.


La mia riflessione parte da questo antico detto popolare bulgaro, per arrivare alle recenti ricerche di scienziati, fisici e ricercatori, tra cui Jaques Benveniste, Emilio del Giudice, Eugeny Germanov, e molti altri, che hanno indagato la ‘memoria’ dell’acqua sotto diverse prospettive. Il ricercatore giapponese Masaru Emoto ha dimostrato come la coscienza umana abbia un effetto sulla struttura molecolare dell’acqua, anche fotografandone i cristalli. Emoto ha messo infatti a punto una tecnica che ha consentito di scoprire e di ammirare i molteplici segni del linguaggio figurativo con cui l’acqua risponde agli stimoli esterni. Attraverso tale tecnica è possibile fotografare i cristalli ottenuti dal congelamento di acqua sottoposta alle vibrazioni non solo di parole o brani musicali, ma anche di pensieri e stati d’animo. La geometria del cristallo è l’informazione stessa che si cristallizza. L’acqua è infatti in grado di registrare la vibrazione di una energia estremamente sottile, definita nella cultura giapponese Hado. I risultati degli esperimenti condotti da Emoto dimostrano che i cristalli dell’acqua modificano la propria struttura in relazione ai messaggi che ricevono. L’acqua sottoposta alle vibrazioni di parole e pensieri positivi forma dei cristalli splendidi e armonici simili a quelli della neve, mentre l’acqua sottoposta alle vibrazioni di parole e pensieri negativi reagisce creando strutture amorfe e prive di armonia. L’acqua ci ascolta, memorizza le vibrazioni dei nostri pensieri e ci risponde modificando le forme delle sue molecole. Il cristallo d’acqua è il segno dell’influsso di questa sottile vibrazione in grado di trasformare la materia. Su queste basi ho voluto offrire un modo per poter interagire con l’acqua prima di berla, così che ognuno possa essere l’autore delle sue forme non visibili. Il titolo del progetto riprende la storica mostra di Harald Szeemann Live in Your Head. When Attitudes Become Forms alla Kunsthalle di Berna del 1969 perché, anche in questo semplice gesto, esiste l’esigenza di un’osmosi tra l’arte ed il contesto (in questo caso un elemento naturale), un dialogo tra le parti ed un rapporto empatico e condiviso. Rapporto che evolve nel dialogo con l’opera di Richard Long Tagliamento River Stone Ring e con la forza evocativa con cui apre echi a rituali primordiali portando con sè la centralità dell’acqua. – Isabella Pers


Acqua e parola


Sono questi gli unici elementi, essenziali e simbolici, che Isabella Pers sceglie per comporre la propria performance partecipativa. Una metafora del nostro rapporto con l’ambiente che ci circonda e con l’energia che continuamente fluisce nell’universo. L’acqua, generatrice di vita, diviene il mezzo attraverso il quale rendere visibile l’insieme di segni e connessioni tra tutte le cose. La parola, simbolo delle relazioni tra esseri umani, diviene invece muta. Sono infatti parole non pronunciate ma solamente scritte quelle che appaiono nella performance; una forma di comunicazione che non si rivolge all’altro come singolo, ma come insieme collettivo che diventa soggetto di confronto con cui dialogare ed instaurare una relazione emotiva ed empatica. Una performance partecipativa in cui sarà l’azione del fruitore ad innescare l’opera e a rendere attivo il flusso di pensieri in cui la riflessione del non visibile ci porta ad affrontare un viaggio interiore in stretto contatto con la natura. Così Isabella Pers, nel desiderio di recuperare un rapporto diretto e intimistico con l’ambiente lontano da mediazioni artificiali, inserisce l’elemento umano come ulteriore possibilità di speranza: l’umanità nuovamente capace di ascolto ed interpretazione di ciò che lo circonda. Anche la musica, indiscussa protagonista dell’evento MAP FVG, rafforza il circolare di energie in un’opera totale che ci coinvolge nella realtà fisica attraverso connessioni primordiali e geologiche. Un’ulteriore importante suggestione guida l’artista nella sua ricerca: l’opera di Richard Long presente all’interno dell’Art Park. Un cerchio dal diametro di sette metri in sassi bianchi del fiume Tagliamento, delimita un perimetro inteso come atto di fondazione. Un atto in cui è intrinseco il gesto archetipo della costruzione e quindi della nascita di luoghi e di città. Ciò presuppone anche il crearsi di un rapporto comunitario, fatto di pensieri e parole che identificano una nuova unione. Proprio in quest’ottica si inserisce l’atto performativo della Pers. – Alice Belfiore e Alice Cerigioni (BUTIK Collective)


Installazione performativa di Isabella Pers

Artist: Isabella Pers
Curators: BUTIK Collective
Festival: MUSIC ART PARK FVG
Ideated by: Eva Basso

Curatorship & Musical Direction: Eva Basso – Agnese Toniutti

Organization: Arteventi Udine
When: 23-24/06/2018
Where: Art Park (Collezione Egidio Marzona), Verzegnis (UD)

Video ©: Marco De Piccoli – Roberto Zanette
Photo ©: Francesco Zanet – Tiziana Pers – Eva Basso
www.mapfvg.com


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