Con questo nuovo numero di C.arte intendiamo proporre una riflessione sui significati che l’atto dell’autoritrarsi può assumere oggi, azione che per le artiste prese in considerazione va ben oltre la semplice riproduzione dell’immagine fisica, diventando in alcuni casi una narrazione. Alla luce di queste considerazioni abbiamo deciso di esaminare tre artiste che, in maniera intima ma dissimile, elaborano il proprio vissuto presupponendo un confronto diretto tra l’Io e la realtà, l’Io e l’altro e tra l’Io e se stessi.


ARTISTE

Annaclara Di Biase nasce a Torino nel 1977. Vive e lavora tra Ancona e Londra. Il suo lavoro parte dall’interesse verso il corpo femminile, in quanto materia di “consumo estetico”. In Annaclara vi è l’esigenza di mettere in discussione le nozioni di identità e interpretazione, costruendo personalità effimere attraverso l’impiego di vecchi abiti e oggetti in una messa in scena attuata in momenti privati e intimi. Dei veri e propri atti performativi sempre documentati. I linguaggi utilizzati dall’artista sono la pittura, il video e l’installazione. Attraverso il mixed media l’artista rende possibile la convivenza delle varie tecniche, come ad esempio le stampe fotografiche con la pittura acrilica, sinonimo della manipolazione sociale e culturale del corpo femminile.

Alessandra Baldoni nasce a Perugia nel 1976. Vive e lavora a Magione. Una costante nella sua pratica artistica è l’amore per la letteratura e la scrittura. Difatti la parola diviene per Alessandra antidoto alla sofferenza e monito perpetuo.. L’altro fondamentale mezzo di espressione per questa artista è la fotografia. Nella sua arte le immagini nascono e si sollevano dalle parole, incarnandosi in dei veri e propri set organizzati e preparati in ogni singolo dettaglio. Sono scenografie che vivono di un personale immaginario visivo, rimando a memorie ed esperienze passate. Un vissuto intimo rappresentato da ritratti fotografici di personaggi decontestualizzati. Un vero e proprio lavoro di storytelling in cui narrazione e immagine si uniscono in un mondo incantato e metafisico.

Neda Shafiee Moghaddam nasce a Tehran nel 1975, dopo aver studiato scultura all’Università di Tehran, nel 2008 si diploma all’Accademia di belle Arti di Roma, città nella quale vive e lavora tutt’oggi. La sua ricerca artistica si concentra sulla figura umana analizzata attraverso linguaggi scultorei, pittorici e installativi. Molto forte è la componente autobiografica che rappresenta il punto di partenza della maggior parte delle sue opere. L’evoluzione della figura umana e femminile nel lavoro di Neda narra la potenza creatrice e di trasformazione di un corpo che, attraverso svariate forme, rappresenta un richiamo a simboli archetipici universali. Le sue opere indagano il lato misterioso che c’è dentro ognuno di noi derivato dall’esperienza del mondo circostante.


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